Newsletter 47 – Realtà Artificiale e “Immersive AI”

Ecco la prima newsletter della nuova serie.

SUMMARY:

PERCHE’ LEGGERE QUESTA NEWSLETTER : IL MEANING DELLA NUOVA AI “SPAZIALE”

DIAMO I NUMERI – I DATI DI MERCATO

LO VEDE IL FUTURO ? – L’ESAME DELLA VISTA E IL TEST DEI RAY-BAN META

GOOGLE GLASSES (IL RITORNO)

MAPPA MENTALE PER NON PERDERE DI VISTA GLI SMART GLASSES.

PERCHE’ LEGGERE QUESTA NEWSLETTER

Se pensate che la AI sia “solo” Generativa e Agentica fate parte di una vasta categoria di professionisti che non si è resa conto che la AI è diventata fisica, spaziale, ambientale. State perdendo un treno.

Secondo Gartner è proprio in quest’area che esiste il GAP maggiore tra soluzioni esistenti e conoscenza, cultura delle aziende.

La AI che interpreta, legge, altera, si muove nel nostro spazio è quella più recente su cui iniziare a mettere la testa per non dovere poi rincorrere come insegna proprio l’AI- Gen.

Le tecnologie di Realtà Estesa sono passate da essere immersive “virtuali” dai tempi del Metaverso dove sostituivano la realtà; ad essere immersive “aumentate” grazie alla AI ovvero portare il digital nel mondo reale.

Gli Occhiali  con AI  nella loro apparente semplicità sono il punto di partenza per entrare in questo nuovo mondo di conversazione con la AI nel nostro mondo, spazio, contesto. iniziamo ad indossarli insieme.

DIAMO I NUMERI

Il mercato degli AR/VR smart glasses (segmento allargato): Il mercato valeva 21,17 miliardi di USD nel 2025 ed è previsto a 24,88 miliardi nel 2026 (CAGR 17,5%), per arrivare a 46,93 miliardi nel 2030.  Se invece riduciamo il era stimato a circa 2,46 miliardi di USD nel 2025, con proiezioni fino a 14,38 miliardi di USD entro il 2033, con un CAGR del 24,2%.Fonte Research And Markets

Consiglio l’articolo di Chiara Sottocorona per CORRIERE DELLA SERA economia

e questo più recente :

Vedere però solo  i dati del mercato dell’eyewear potenziato dalla AI è sbagliato. Perché gli occhiali non sono il fine ma il tramite verso un uso del proprio LLM; essendo dei wearables linkati alle loro AI produrranno query, token, e così io che non usavo mai Meta AI in favore di Gemini – lato personale – o Claude – lato professionale- mi trovo ad usare molto la ZuckAI molte volte al giorno.

Un altro errore da non fare poi è quello di pensare che  questo mercato sia solo B2C. In ambito B2B è proprio di questi giorni la notizia che gli stessi Ray-Ban sono pronti per essere impiegati in ambito industriale

GUARDI BENE ….LO VEDE IL FUTURO ? – L’ESAME DELLA VISTA

Mi dica le lettere che vede dall’alto verso il basso….

Questo è quello che mi ha detto l’optometrista facendo l’esame della vista nel fare le lenti ai miei nuovi Ray-Ban “prescriptions” – da vista.

Bene sto vedendo molto bene,  anzi sento di più.

Dopo i Ray-Ban di prima generazione nati per essere “da sole” per un uso specifico, fuori casa, nello sport, ora sono diventati anche “da vista”, nati per essere “always on”. Più leggeri, diversi nell’estetica, più potenti in hardware (fotocamera – microfoni, batteria etc) e software (più precisi i comandi vocali) ma soprattutto la AI di Meta che schiacciata da OpenAI, Antropic, Google rischia di essere inesistente, in verità per chi ha gli occhiali come nel mio caso la AI di Meta è “embedded” nella mia routine quotidiana.

Ecco la mia schermata su Iphone dell’APP MetaAI avendo gli occhiali si apre tutto un altro set di servizi ed info

Per iniziare distinguiamo tra feature “smart” e “AI”.

SMART GLASSES ( prima versione – ex Facebook “Stories”)

Le prime sono semplici sono quelle tipiche delle SMARTphone che abbiamo in tasca.

  • Che tempo fa domani alle 10 a Padova?
  • Come sta  andando la partita degli internazionali di tennis di Cobolli?
  • Come sta andando il titolo Ferrari in borsa?

Tutte domande che siamo abituati a digitare sul telefonino o a “tappare” sulle “app”.

Bene, fine di tutto questo. Basta dire: Hey Meta! e poi fare la domanda per avere la risposta precisa e veloce. Del resto gli occhiali sono connessi allo smartphone….

Il fatto di conversare invece di digitare è molto più veloce ed empatico.

Porta poi a nuove esperienze utente  come ad esempio se siete in moto, bici, in movimento potete avere le indicazioni dalla vostra app di mappe, precise al metro via audio senza distrazioni di schermo, senza nemmeno cuffie che vi isolerebbero troppo ( e che per esperienza perdereste.)

Così potete scattare una foto, girare un video. “senza mani” diventa una sicurezza e crea l’opportunità di scattare in situazioni uniche dove di solito usi telecamere o altri dispositivi.

Potete anche condividere in diretta quello che vedete, con una videocall whatt’app.

La stessa Wapp che vi fa da telefono/carrier  quando chiedete a voce di chiamare qualcuno.

Tutto rimane in casa Meta sebbene magari state usando un Iphone Apple o un Samsung Android.

L’ AI negli occhiali

È sulle funzioni AI che però che il gioco cambia. E parecchio perché gli occhiali riconoscono l’ambiente, quello che vediamo, come siamo vestiti, cosa stiamo facendo.

 “Hei Meta” diventa che cosa c’è di fronte a me? Descrivimelo, dammi maggiori informazioni, e così via, se sei in libreria ad esempio hai tutte le info sul testo, scrittore, altri libri, info utili al momento giusto senza tirar fuori il solito cell.  

Potete chiedere di prendere nota di qualche info legata a dove vi trovate (es parcheggio)

Se siete in una città riconosce il luogo, il monumento. Ma riconosce tutto, perché crea scatta una foto (che NON memorizza) e via da lì parte la ricerca per immagini.

Ma questo già lo sapevate… forse però non sapete che se gli date istruzioni prompt precisi inizia a ragionare veramente e così di fronte a degli alimenti sulla tavola potrebbe suggerirti una ricetta.

Avete di fronte a voi un testo in una lingua straniera? Chiedete di tradurre in italiano. C’è qualcuno che vi parla in tedesco e non lo conoscete?  Attivate la richiesta di traduzione audio e  avrete una bella voce italiana come personal assistant.

Insomma la AI è molto più vicina a noi e al nostro mondo reale e fisico al punto che con un wearable diventa “linguaggio” tra reale e digitale, tra vero e aumentato.

Il tutto spendendo 400 euro circa, per occhiali “normali”, anzi stilosi.

I prossimi occhiali Meta con display

Ne ho parlato nelle precedenti newsletter, si tratta di occhiali usciti mesi fa negli USA e subito sold-out. Nella lente destra hanno la proiezione di dati, cos’ oltre che “sentire” la AI , riesci a vedere dati e info contestuali. Vengono utilizzati grazie ad un braccialetto “neurale” che ti permette di scrivere e navigare con semplici gesti.

Questo modello verrà a breve sostituito da uno che verrà presentato realisticamente a fine settembre.

Saranno dei wearable diversi però per target e utilità. Realisticamente non potranno costare meno di 1500 dollari e sono considerati troppo “cicciotti” per essere stilosi e di uso quotidiano ma saranno un oggetto straordinario, magico.

Interessante anche questa notizia appena uscita su ANSA

GOOGLE GLASSES ( IL RITORNO )

È importante dire che anche Google è entrata in questa arena pochi giorni fa durante l’evento Google/IO 2026 è stato presentato il nuovo modello creato con Samsung lato tech e con Gentle Monster + Warby Parker – due punti di riferimento in fatto di stile in Asia e America rispettivamente.

Qui il video estratto dall’evento:

Secondo i giornalisti che li hanno provati sono molto convincenti proprio perché legati alla AI Gemini https://www.youtube.com/watch?v=mXPFxmGvJEs

Google sta poi riprogettando Android, il sistema operativo affichè tutto sia “XR”

Questi occhiali intelligenti,  indipendentemente dal costruttore,  hanno un impatto incredibile sulle persone non vedenti o ipo. come nel video sotto:

on in questa Insta Story di Zuck

LA MAPPA FINALE PER NON PERDERSI

abbiamo visto solo 2 tipi di wearable AI. Prossimamente proseguiremo la nostra analisi.

Grazie per avere letto fin qui !!!

contattami se desideri approfondire questi temi, se vuoi parlarne in Azienda, organizzare corsi di formazione con demo ed esperienze dirette con le tech immersive: https://seconda-stella.com/it/servizi/

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Lorenzo Montagna